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Mostra Teatro dei Di oscuri Roma 5 Luglio 2000
La Mostra progettata e allestita dallo scultore calabrese Silvio Amelio, da anni residente a Roma, in collaborazione con Aldo Maria Morace, Fortunato Nocera, Sebastiano Romeo e Antonio Vottari, ha presentato un percorso a ritroso – di taglio non convenzionale – nell’itinerario alvariano. Cinque sale sapientemente allestite, attraverso le quali è stato raccontato il magico mondo dello scrittore di San Luca. Alla realizzazione della mostra che, come scrive Luigi Talarico sul “Secolo d’Italia”, <<visualizza con documenti e fotografie d’epoca i valori e l’atmosfera di una cultura arcaica, rimasta ancora intatta allorché Alvaro lascia la Calabria per la capitale, hanno concorso alcuni artisti del nostro Novecento, da Attardi a Consagra, da Fantuzzi a Mastroianni, da Turina a Vizzini, da Arcangelo a Caporali, da Catelli a Lombardo e da Soffici a Riccardi, mentre la ricostruzione dell’ambiente calabrese è stata dominata dalla scultura monumento di Amelio, la “bagnarota”, che traduce nella sua forte volumetria petrosa la dignità delle donne di Bagnara e di Calabria>>. Suggestivo, l’allestimento lungo i corridoi del Teatro, gli autografi esposti; un profilo biografico privato illustrato dagli abiti recuperati da casse abbandonate e dai suoi scritti più quotidiani, gli articoli di giornali, i libri scolastici, le traduzioni, fino agli oggetti di uso comune come il calamaio, la scrivania, la macchina per scrivere e gli oggetti di vita contadina che rappresentavano il suo mondo, il padre maestro elementare, il fratello prete e i compagni d’infanzia.
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