Premio Nazionale Corrado Alvaro

Il Premio Nazionale Corrado Alvaro, rappresenta il fiore all’occhiello della Fondazione. Nelle intenzioni di chi l’ha voluto, si presenta come un messaggio culturale di grande significato, e nello stesso tempo un trampolino di lancio per tutti gli autori i quali, attraverso l’arte del narrare, un arte antica quanto la stessa storia dell’uomo, intendono contribuire a diffondere e migliorare la cultura nel contesto della società in cui viviamo. Con i premi e i riconoscimenti, Alvaro non ha mai avuto un buon rapporto. Gli è stato assegnato il “Premio Stampa” nel 1931, il Premio Strega” nel 1951 con Quasi una vita, e qualche altro premio minore che però non rende giustizia all’uomo e alla sua vasta e straordinaria opera. Qualcuno addirittura, gli è stato negato per assurdi motivi di carattere politico.

Il Premio, comprende tre Sezioni: Narrativa, Saggistica e Giornalismo, più una sezione riservata alle Tesi di laurea e due prestigiosi riconoscimenti alla carriera, chiamati: Una Vita per la Cultura e Una Vita per il giornalismo, e un Premio riservato alle scuole calabresi di Secondo grado. Dal 2004 è stato inserito il Premio Narrativa Opera Prima, Un Riconoscimento C. Alvaro “Internazionale”, e “Riconoscimenti” a Enti e Personalità calabresi distintesi nei diversi campi del sapere umano. I vincitori vengono annunciati 15 giorni prima nel corso di una conferenza stampa che viene tenuta in alcune delle città italiane più importanti. Ogni anno viene scelta una città diversa, mentre i vincitori devono ritirare il premio a San Luca nell’ultima settimana del mese di ottobre.

Statuetta raffigurante Calliope dea della Cultura

(opera di Silvio Amelio)

Prima edizione

SAN LUCA 29 SETTEMBRE 2001

AULA MAGNA SCUOLA ELEMENTARE

Alla prima edizione del Premio, ha fatto da cornice la giornata conclusiva del Convegno itinerante “C. Alvaro e la letteratura tra le due guerre”.

I vincitori sono arrivati personalmente a San Luca per ritirare il prestigioso riconoscimento , realizzato grazie anche al contributo della Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni. Ai vincitori di questa prima edizione è stato assegnato oltre a un premio in denaro, una targa artistica in argento, mentre il giornalista calabrese Pino Nano, al quale è andato il riconoscimento speciale della giuria, è stato premiato con un calamaio in argento opera dell’artista calabrese Gerardo Sacco, per l’interessante lavoro in due volumi: “40 anni di Rai in Calabria”. Il momento più atteso e sicuramente più emozionante è stato la consegna del Premio “Una vita per la Cultura” al prof. Giuseppe Petronio, nato a Marano provincia di Napoli, da padre calabrese, considerato il più grande esperto di letteratura. Un arzillo signore di 92 anni arrivato a San Luca, come lui stesso ha sottolineato «per rendere omaggio al grande scrittore C. Alvaro». Il prof. Petronio, parlando a braccio ha dato una severa lezione di vita a tutti i presenti. Prim’ancora la serata è stata caratterizzata dagli interventi del senatore Franco Crinò, il Prefetto di Reggio Calabria, dottor Goffredo Sottile, i Commissari straordinari del Comune di San Luca dottor Giuseppe  Priolo e Stefania Caracciolo, il Presidente dell’associazione culturale Il nostro tempo e la speranza, ing. Stefano Giampaolo, il Presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Tonino Perna, Antonio Zappia presidente del Consiglio comunale di Mappano (Torino) e il presidente della Fondazione Aldo Maria Morace. Tutti hanno sottolineato il significato della giornata, soffermandosi sull’importanza delle manifestazioni come momento di riscatto e di crescita culturale e sociale che presentano agli occhi di tutti – come ha sottolineato un emozionato Pino Nano - «un paese che va amato profondamente e oggi va guardato con occhi diversi e più intensi». «Conoscevo un’altra San Luca – ha detto il filosofo e giornalista Umberto Galimberti – questa nuova realtà di San Luca mi emoziona, mi commuove e nello stesso tempo mi rende felice». Il tutto si è svolto sotto gli occhi attenti della sorella Laura e il fratello don Massimo Alvaro, quest’ultimo un sacerdote di 87 anni, il più piccolo della famiglia Alvaro, considerato il più attento studioso dell’opera dell’illustre fratello.

 

San Luca, 29 settembre, ore 18

PREMIO NAZIONALE CORRADO ALVARO

I EDIZIONE

CON IL CONTRIBUTO DELLA FONDAZIONE BNC

Saluto di

Saverio Zavettieri (Ass. Cult. Regione Calabria)

Gaetano Arconti (Presidente Fondazione BNC)

Aldo M. Morace (Presid. Fondazione C.Alvaro)

 

Consegna dei Premi «Corrado Alvaro»

narrativa: DOMENICO STARNONE  “VIA GEMITO” ED. FELTRINELLI

saggistica: maria luisa doglio “L'ARTE DELLE LETTERE” ed. il mulino

giornalismo: umberto galimberti ORME DEL SACRO ed. feltrinelli

tesi di laurea: carla peragallo

Premio speciale «Una vita per la cultura»

a Giuseppe Petronio

premio  speciale della giuria

 

al giornalista  PINO   NANO

 

 

PREMIO NAZIONALE CORRADO ALVARO

 

Per dare attuazione al dettato statutario, il CdA della Fondazione ha deciso di far partire nell'anno 2001 il Premio Nazionale Corrado Alvaro per la narrativa, la saggistica, il giornalismo e le tesi di laurea. Per cui ha approvato i relativi regolamenti e li ha resi pubblici  attraverso i media  facendoli pervenire direttamente agli editori e alle testate giornalistiche.

La partecipazione, tenendo conto che si tratta di un nuovo premio letterario realizzato in una zona periferica del Paese, è stato abbastanza soddisfacente:  hanno partecipato al premio 33 case editrici tra le più importanti e prestigiose d'Italia , con 49 titoli di opere di prima edizione.

Il CdA ha nominato le giurie delle diverse sezioni attingendo direttamente all'interno del Comitato Scientifico della Fondazione, formato da cattedratici di italianistica di varie Università italiane.

Le giurie erano così formate:

Per la narrativa:

 1.      ANGELO REFFAELE PUPINO  Istituto Universitario Orientale di Napoli

2.       WALTER PEDULLA'  Un. La Sapienza di Roma

3.       ALDO MARIA MORACE  Un. di Sassari

4.       PASQUALE TUSCANO  Un. di Perugia

5.       STEFANO DE FIORES - Un. Gregoriana di Roma

 

Per la Saggistica:

1.            ANTONIO PALERMO - Un. Federico II di Napoli

2.            ANTONIO PIROMALLI  Emerito Un. di Cassino

3.            ANTONIO ZUMBO  Un. di Messina

4.            NINO BORSELLINO - Un. La Sapienza di Roma

5.            GIANVITO RESTA  Accademico dei Lincei

 

Per il giornalismo:

 

6.            RAFFAELE SIRRI  Emerito Istituto Universitario Orientale di Napoli

7.            NICOLA MEROLA  Un. della Calabria

8.            GIUSEPPE RANDO - Un. di Messina

9.            TONINO PERNA - Un. di Messina

10.          FRANCO CRISPINI  Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Un. della Calabria

 

Per le tesi di Laurea:

 

1.            ALDO MARIA MORACE  Un. di Sassari

2.            ANTONIO ZUMBO  Un. di Messina

3.            GIANVITO RESTA  Accademico dei Lincei

 

VINCITORI PRIMA EDIZIONE

 

Domenico Starnone

per la narrativa con il romanzo “Via Gemito”  Edizioni Feltrinelli

Motivazione

Domenico Starnone, narratore tra i più convincenti della generazione nata nell'inferno della guerra, è giunto con “Via Gemito” (edito da Feltrinelli) al suo esito più alto ed espressivamente realizzato: un romanzo dalla cifra autobiografica  intima e dolorante - che non rimane costretto in essa, giungendo a trasferirla in una dimensione che la rende esemplare di ogni percorso individuale. Un padre ingombrante, sopraffattorio, scisso nevroticamente tra il lavoro quotidiano di ferroviere e la coscienza incrollabile di essere un grande pittore, domina le pagine di “Via Gemito” attraverso la dimensione corale di una Napoli evocata con autentica felicità espressiva. Se uccidere il padre è psicoanaliticamente la tappa  ineludibile di ogni liberazione interiore, si può affermare che Starnone lo ha fatto in un registro narrativo che fonde perfettamente il dipanarsi della memoria, la secchezza del realismo e la forza espressionistica di una proliferante mimesi dialettale.

Maria Luisa Doglio

per la saggistica con il saggio “L'arte delle lettere”  Editore il Mulino.

Motivazione

Maria Luisa DOGLIO, docente di letteratura italiana nell'università di Torino ed autrice di saggi ed edizioni critiche di assoluto rilievo (da Testi a Tesauro, da Piccolomini a Magalotti, da Malvezzi a Tasso), ha condensato nel volume “L'arte delle lettere. Idee pratica della scrittura epistolare tra Quattro e Seicento” (edito da il Mulino) il risultato di un trentennio di lavoro. I saggi costituiscono i capitoli di una sintesi di alto profilo critico che, con ricchissimo apparato documentario e rara capacità di illuminare epoche ed autori diversi, storicizza la varia tipologia scritturale degli epistolaristi e stabilisce una rigorosa connessione del genere letterario con la storia e la cultura

 

Umberto Galimberti

per il giornalismo con l'opera “Orme del Sacro” - Editore Feltrinelli

Motivazione

Orme del Sacro” di U. Galimberti, insegnante di filosofia della storia all'Università di Venezia, i cui testi del volume, sono una rielaborazione di articoli che hanno per oggetto “il Sacro”, originariamente sono apparsi sul supplemento domenicale del “Sole 24 Ore” negli anni 1993  95 e su “Repubblica” negli anni 1995  2000.Nell'anno del “Giubileo”, dove il Sacro si offre anche alla dissacrazione, l'autore si domanda cosa sia rimasto di autenticamente religioso in un'epoca come la nostra che più di altre registra un boom di spiritualità”.

 

Carla Peragallo

laureata all'Università di Genova, ha vinto il premio di studio con la tesi di laurea “Corrado Alvaro e le scritture dell'io: lettura di Quasi una vita”.

 Motivazione

Carla Peragallo affronta  con taglio nuovo in “Corrado Alvaro e le scritture dell'io: lettura di Quasi una vita”uno dei testi più frequentati dalla critica alvariana, mettendo a fuoco con inusuale padronanza degli strumenti  metodologici una sorta di stratigrafia del giornale di bordo alvariano, attraverso il ricorso ad importanti appunti inediti del quadriennio 1931-1934. Essi, nella intelligente lettura di Carla Peragallo, divengono un modo nuovo e diverso per comprendere la”favola” di una generazione, come l'ha definita Alvaro, e la profondità dello sguardo posato sul mondo da parte dello scrittore.

 

 

Oltre ai premi ordinari sono stati assegnati:

Premio “Una vita per la Cultura” Al

Prof. Giuseppe Petronio,

decano degli accademici e maestro di generazioni di docenti di letteratura italiana.

Motivazione 

La personalità di Giuseppe Petronio emerge nello sfondo dell'intero Novecento avendo l'uomo e il critico partecipato in modo dialettico agli avvenimenti e alla cultura di tutto il secolo.

            Nato a Marano (Napoli) da padre calabrese, Petronio ha avuto quali maestri universitari Francesco Torraca e Vittorio Rossi con il quale ultimo si è laureato a Roma. Dopo avere insegnato nei Licei di Reggio Calabria, Alba, Venezia, Roma è stato lettore all'università di Graz e incaricato in quella di Iassi; dal 1955 al 1963 è stato titolare nell'Università di Cagliari e dal 1964 in quella di Trieste nella quale, dal 1968, è stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e quindi professore emerito. Attualmente è Presidente dell'Istituto “Gramsci” per il Friuli  Venezia Giulia e Direttore del Centro Internazionale per lo studio della letteratura di massa. Ha fondato e dirige dal 1967 la rivista “Problemi”.

            Come gli studiosi che hanno una precisa identità culturale Petronio ha ripercorso più volte il proprio cammino mentale e lo svolgimento che esso ha avuto dall'adesione giovanile al concreto e al vivente di De Sanctis, allo storicismo di Croce, allo storicismo integrale del marxismo: era l'evoluzione culturale delle generazioni che nel divenire tentavano di ritrovare il principio necessitante  e vitale .Sicchè tutta la metodologia di Petronio è un evoluzione verso il concreto: già attraverso una storia della critica non idealistica ( negli anni Cinquanta, con trenta volumi pubblicati da Palumbo) Petronio rinsaldava i punti di forza della nuova cultura che lo porteranno alla pubblicazione di Parini e l'illuminismo lombardo(1961), incentrato sull'accentuazione polemica del concetto di ragione illuministica nei confronti della ragione dell'Arcadia; polemicamente impegnato è  anche, in Dall'illuminismo al verismo (1962), nell'indicare le articolazioni interne e le novità dell'illuminismo, il ripudio del preromanticismo, la rivendicazione dell'originalità  del primo romanticismo lombardo. Negli anni sessanta la creazione della nuova metodologia letteraria di Petronio è sorretta dalla prima edizione di L'attività letteraria in Italia (1964), fondata sul concetto della letteratura educatrice, sulla storicità della letteratura (rinvigoritasi in Petronio dall'incontro con Marx, Gramsci, Lukàs), sui limiti dei metodi formalistici (strutturalistici, semiologici). Tale opera  la prima che si rifà consapevolmente a Gramsci nel delineare una letteratura su uno sfondo sociale  indica l'allargarsi, nella società di massa, della base dei lettori, spiega la frattura tra società aristocratiche ed età borghese e, poi, di massa. La creazione, nel 1967, della rivista “Problemi” alimenta il vasto dibattito  suscitato dallo studio della letteratura di massa e di consumo, dalla rivalutazione del thriller, del fumetto, della letteratura  fantascientifica, del romanzo rosa, ecc. mentre i problemi  libri (dal 1972) concorrevano al rinnovamento dei metodi diventati immobili a causa della crisi della società e del problema educativo. Il quadro del Novecento letterario veniva completamente rinnovato nei primi anni Settanta da Petronio che con estrema chiarezza vedeva l'artificiosità formalistica della nuova avanguardia in pagine che rimangono memorabili per la loro forza e per il richiamo all'impegno della nostra cultura.

 

Premio Speciale della Giuria al giornalista

Pino Nano

per il saggio giornalistico “40 anni di Rai in Calabria”.

Motivazioni

Premio speciale della giuria per la saggistica al volume di Pino Nano “40 anni di Rai in Calabria” (Edizione Memoria), per aver tracciato il ricco e documentatissimo giornale di bordo della nascita e della evoluzione del polo regionale radiotelevisivo in Calabria, con rara capacità di far convivere il risvolto umano, cronachistico, anche aneddotico, con il rigore della ricostruzione documentaria.

 

Altri premi sono andati:

Al Prof. Padre Stefano De Fiores

(primo presidente della Fondazione), insignito del titolo di cittadino illustre di San Luca, a cui è stato consegnato il trofeo “Codex Purpureus” opera dell'orafo Gerardo Sacco.

Allo scultore

 

Silvio Amelio,

amico e referente artistico della Fondazione Corrado Alvaro.

Alla Fondazione BNC di Roma, sponsor del Premio.

All'Istituto per i Servizi Alberghieri di Locri