«gli uomini, con i mezzi moderni, non si accorgerebbero di imbarbarire. Perché la civiltà va diventando oggi un fatto puramente materiale ed esteriore. Si acquisiscono i risultati della vita moderna, senza seguirne il processo e lo sviluppo come accadeva nella vecchia vita.»

(Quasi una vita, Corrado Alvaro)

 

Salviamo il paese di Alvaro

            Sta andando in rovina uno dei paesi più belli e pittoreschi dell'intera Calabria meridionale: San Luca in Aspromonte, il paese di Corrado Alvaro. Luogo dell'anima dello scrittore; dove i personaggi, protagonisti e comparse delle sue opere da Antonello a Melusina, da Babel a Vociano, da Mastrangelina a Rinaldo il Diacono, da Cosima alla Pirria, a Cata ed Argirò, si mossero come su uno sfondo teatrale formato dalle “case rustiche sulla schiena di un montagna come quei nidi di creta che fanno i calabroni”, e dove ancora sembra di vedere, nelle fisionomie degli abitanti, i tratti di questi personaggi.

            La parte antica del paese che risale alla fine del 1500, abbandonata inopinatamente, forse per una valutazione troppo frettolosa e pessimistica dei geologi a seguito dell'alluvione del 1973, dovrebbe essere recuperata e restituita alla fruizione turistica e culturale dei cittadini e degli studiosi di letteratura e di antropologia. In questo quarto di secolo, seguito alla sgombero frettoloso, il paese è rimasto ostinatamente in piedi anche se, l'abbandono forzato ha prodotto danni profondi alle case, ma non irreversibili.

            Il progetto per il recupero di uno dei centri storici più interessanti dell'intero complesso abitativo pre  aspromontano, andrebbe anche nella direzione di contenere la tendenza agli spostamenti verso la marina; mentre la circolazione turistica convogliata dai progetti del parco Letterario C. Alvaro,  non potrebbe che fare bene al paese, dal punto di vista economico, ma soprattutto sociale.

            La parte antica del paese, quella per intenderci, dell'infanzia di Alvaro, ha una sua peculiarità ed unicità per le molte e

sorprendenti soluzioni “architettoniche” spontanee, dettate dalla necessità e dall'ingegnosità del popolo pastore: case costruite interamente sulle fondamenta naturali di rocce, Catoji ricavati con scavo nella pietra arenaria, terrazzamenti di armacie di contenimento, strette stradine, edilizia fatta esclusivamente di materiale del luogo, dove la materia si adatta all'idea dell'uomo spontaneamente e docilmente.

            Un parco letterario C. Alvaro non può sussistere senza un intervento deciso per il recupero e il ripristino del centro aspromon-tano, patria dell'autore indiscutibilmente più importante della Calabria contemporanea. Un operazione del genere rappresenterebbe un riscatto morale e materiale di San Luca e avrebbe un ritorno di immagine ed una ricaduta turistica e quindi economica, notevole.

            Un investimento dal sicuro risultato, insomma, che potrebbe operare in molti campi: economico, sociale e culturale; ma soprattutto rappresenterebbe il saldo di un debito che lo Stato italiano ha nei confronti di questo sfortunato paese, rovinato dalle alluvioni e dalla cattiva stampa e mai indennizzato o ricostruito materialmente e socialmente.

Salviamo il Paese di Alvaro: Il CdA della Fondazione, nella seduta del 29 marzo 2002, ha approvato un O. d. G. nel quale è stato inserito un APPELLO diretto alle autorità politiche, agli uomini di Cultura del paese e della Regione Calabria e a tutte le persone che hanno a cuore le sorti della Calabria e la salvaguardia della sua identità culturale storica e sociale. Il C.d.A, ha approvato la costituzione del Comitato “Salviamo il paese di Alvaro”. I primi firmatari sono stati i consiglieri della Fondazione ed i membri del Comitato Scientifico. L'adesione può essere inoltrata anche via Internet, sul sito www.fondazionecorradoalvaro.it

 

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